Grosseto

Grosseto fu, nella storia, prima importante centro etrusco e poi presidio romano. La famiglia degli Aldobrandeschi ebbe qui, nell'Alto Medioevo, un suo feudo, che con l'estrazione del sale attraversò un florido periodo commerciale. Dopo la crisi del '300, dovuta prima ad una devastante alluvione che trasformò la zona in una palude infestata dalla malaria e poi ad una gravissima epidemia di peste, la città si risollevò con l'entrata nel Granducato di Toscana, quando la famiglia dei Medici avviò imponenti opere di restauro ed edificazione.

Nel 1860, Grosseto scelse l'annessione al Regno d'Italia. Il periodo fascista registrò, con le nuove opere di bonifica, la definitiva sconfitta della malaria, che aveva da secoli afflitto la grande pianura grossetana.

L'antico nucleo urbano è racchiuso entro un'imponente perimetro di mura di forma esagonale, su cui è posto il Cassero Senese. E' questa un'edificazione del 1345, all'interno dei Bastioni S. Lucia e della Vittoria (Bastione Fortezza). Resti di costruzioni signorili in stile senese sono visibili nelle strade del centro storico.

Da visitare la Cattedrale di San Lorenzo, costruita nel 1190 sulle rovine della Chiesa di S. Maria, con l'Altare della Madonna e la Fonte Battesimale (XV secolo), l'acquasantiera del 1506, la Madonna delle Grazie e il Crocifisso in legno del '400. Interessanti il Palazzo della Provincia, degli inizi del secolo scorso, realizzato in stile neogotico, l'arco di Porta Vecchia, uno dei frammenti delle mura trecentesche, innesto del XIV secolo su un arco gotico in pietra; il Cassero del Sale, che nel '300 fungeva da dogana per i trasporti del sale; la Chiesa di San Pietro, la più antica di Grosseto, con elementi longobardi e tardo-romanici, citata già in testimonianze del 1188; la Chiesa di San Francesco, del XIII secolo, con la cappella di S. Antonio da Padova del '600.

In Piazza Dante Alighieri, la scultura del 1846 dedicata a Leopoldo II in occasione del completamento delle opere di bonifica, lo rappresenta nell'atto di rialzare una donna seminuda che rappresenta la Maremma, sfinita da lunghi anni di stenti, che a sua volta sorregge un bimbo affetto da malaria.

Tale monumento è più conosciuto col soprannome affibbiato a Leopoldo II, "Il Canapone", per via dei suoi capelli color biondo canapa, testimoniando ancora una volta l'irriverente spirito toscano.

Sicuramente da esplorare il Museo Archeologico, con reperti etruschi, romani e medievali, all'interno del Palazzo di Piazza Baccarini ed i Museo di Storia Naturale, con il calco dell'Ominide di Baccinello ed ampie raccolte di ossa preistoriche, insetti, farfalle, coleotteri.

Frosone
Capinera
Gheppio
Nibbio
Sparviero